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INFERNO O L'UMANA TRAGEDIA - Apeiron Teatro
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INFERNO O L’UMANA TRAGEDIA

INFERNO O L’UMANA TRAGEDIA

Per quanto la notte possa essere buia, c’è sempre una luce che la rischiara

Domenica 6 novembre 2016, sempre con amici di Apeiron Teatro, sono andata a vedere “Inferno o l’Umana Tragedia”, rielaborazione teatrale di Luigi Di Raimo del grande classico della letteratura italiana “la Divina Commedia”, messa in scena da STM Scuola Teatro Mantova sotto la regia di Federica Restani.

Recensione Teatrale a cura di Francesca Colombara

 

In linguaggio attuale, viene narrata la discesa agl’Inferi di Dante, accompagnato dal sommo poeta Virgilio, e alcuni incontri fatti dei due viaggiatori,  tra cui quello con gli sfortunati amanti Paolo e Francesca, quello con Piero della Vigna, con l’astuto re di Itaca Ulisse e con col conte Ugolino.

In una continua discesa nei mali, nei vizi, nel dolore, nelle angosce e nelle agonie più profonde, lo spettatore non può far altro che sentirsi profondamente coinvolto dai racconti delle anime dannate e comprendere che, in parte, la triste sorte degli abitanti degli inferi è anche sua. Nonostante, però,  il profondo dolore che la vita e il destino possono riservare, lo spettatore arriva alla consapevolezza finale che c’è sempre una speranza, c’è  sempre una via d’uscita dai gironi infernali, c’è sempre una salvezza.

Uno spettacolo che risulta essere “psicologicamente pesante” proprio perché lo spettatore si sente atterrito, sopraffatto e allo stesso tempo con-passionevole (nel senso latino del termine, cioè provante gli stessi sentimenti) dei personaggi in scena. Questa atmosfera, ricca di tensione e pathos, è mantenuta costante dalle scelte registiche semplici ma estremamente efficaci: un ritmo lento e solenne dell’avanzare del dramma, da videoproiezioni di rara bellezza, da tagli luce e scelte musicali ben studiati e adeguate e dalla solita essenzialità scenica tipiche delle performance diretta da Federica Restani, di cui apprezzo molto lo stile.  

Per ora è tutto. Alla prossima recensione.

xoxo

Francesca

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